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27.10.2020 |

L’edificio in legno più alto d’Italia

Ci sono due belle notizie legate al mondo del LEGNO che ci piace farvi conoscere in questi giorni così delicati, nei quali più che mai c’è bisogno di speranza e di voglia di guardare avanti.

 

 

 

L’edificio in legno più alto d’Italia costruito con il legname abbattuto dal Vaia

La prima arriva da Rovereto dove, nell’area ex Marangoni Meccanica, sta prendendo vita il più grande edificio in legno d’Italia costruito completamente con il legno degli alberi abbattuti due anni fa dalla terribile tempesta Vaia. Ricordate?

La tempesta Vaia il 29 ottobre 2018, con piogge e raffiche di vento stimate oltre i 150 km/h, colpì l’area alpina del Nord Est Italia provocando danni ingenti: 42.500 ettari di foreste distrutte e oltre 9 milioni di mc cubi di legname abbattuti.

Ecco, con molto di quel legname abbattuto si sta oggi per raggiungere un traguardo importante. L’edificio che, nonostante il ritardo causato dal lockdown, sta prendendo forma a Rovereto sarà da record: con i suoi 9 piani per 29 metri, è destinato al social housing ed è costruito al 100% con il legno degli alberi caduti, grazie al lavoro di aziende certificate Pefc e aderenti alla Filiera Solidale.

Il progetto in Trentino, spiega Pefc in una nota, comprende anche un altro palazzo di 5 piani realizzato con legname da schianti.  Scegliere il legno per la realizzazione dell’edificio ha permesso di ridurre l’impatto climatico dell’opera, perchè in ogni metro cubo di legname è stoccato il carbonio corrispondente a 0,92 tonnellate di Co2. A questo si aggiunge che il legno ha un costo energetico di produzione e smaltimento molto basso in relazione alla materie concorrenti (calcestruzzo, metalli), con un risparmio medio di 0,7 tonnellate di Co2 per metro cubo di legno impiegato.

«Il risparmio di emissioni rispetto all’edilizia tradizionale è dell’ordine del 50-70%: quella che abbiamo di fronte è il futuro dell’edilizia, un elemento centrale del green deal cui l’Italia è chiamata a partecipare per contribuire all’obiettivo di ridurre le emissioni del 55% e contenere gli effetti della crisi climatica, come indicato dall’Ue», commenta Francesco Dellagiacoma, neo eletto presidente del Pefc Italia (https://nordesteconomia.gelocal.it).

Il progetto sarà caratterizzato anche da un importante valore aggiunto dal punto di vista sociale: le due palazzine – che saranno inaugurate nei prossimi mesi – ospiteranno nei 500 mq per piano 68 famiglie nell’ambito di un progetto di Social Housing che offrirà alloggi e servizi abitativi a prezzi contenuti.

 

 

 

Il legno come principale materiale da costruzione

Ci sono sempre più esempi, in Europa e nel mondo, che testimoniano come l’utilizzo del legno come principale materiale da costruzione sia un obiettivo auspicabile ed effettivamente raggiungibile. Lo spiega molto bene un articolo de Il Giornale dell’Architettura (https://ilgiornaledellarchitettura.com)

In Germania è degno di nota il progetto pilota di otto condomini in legno nel nuovo quartiere Prinz Eugen Park, alle porte di Monaco di Baviera, finanziato dalla Municipalità. Le palazzine, che saranno ultimate entro il 2020, ospitano complessivamente 570 appartamenti, ottenuti con moduli prefabbricati realizzati con abeti provenienti dalle foreste locali e della vicina Austria. A seconda dell’altezza degli edifici, la quantità di legno utilizzato varia tra 150 e 240 kg per metro quadrato, dato che, a lavori ultimati, produrrà l’assorbimento di oltre 13.000 tonnellate di CO2.

Sorge invece a Ludwigsburg, cittadina non lontana da Stoccarda, il primo albergo in Germania a impatto CO2 neutrale. Realizzato quasi esclusivamente in legno, i suoi vantaggi ambientali si riassumono in 440 mc di materiale ligneo che sottrae 880 tonnellate di CO2. L’eccellente isolamento sia acustico che termico dell’involucro edilizio favorisce un comfort abitativo ottimale, mentre la presenza del legno a vista declinato in diverse varietà, dall’abete al frassino, consegna alle camere e agli spazi comuni del piano terra un’atmosfera intima ed ospitale.

In Olanda un padiglione modulare di due piani, completamente realizzato in legno, ospita la nuova scuola elementare EPOS. Ultimata a luglio 2020, è già diventata il simbolo dell’edilizia scolastica del futuro. «L’edificio può essere facilmente modificato, allargato, allungato oppure demolito», affermano gli autori del progetto, lo studio SeARCH con base ad Amsterdam. Il fabbricato è composto da 75 moduli, che possono essere riconfigurati e addirittura riallocati secondo esigenze nuove.

 

 

 

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