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22.01.2021 |

Le foreste, in Lombardia e nel mondo

Fra 20 anni le foreste potrebbero non essere più in grado di assorbire le nostre emissioni di carbonio

 

Partiamo da un dato di fatto, concreto e preoccupante: se si mantiene l’attuale tasso di riscaldamento, la capacità della Terra di assorbire attraverso le piante quasi un terzo delle emissioni di carbonio causate dall’uomo potrebbe essere dimezzata entro i prossimi due decenni.

L’allarme proviene da un nuovo studio pubblicato su Science Advances e condotto dai ricercatori della Northern Arizona University (NAU), del Woodwell Climate Research Center e dell’Università di Waikato, in Nuova Zelanda.

Come spiega GreenMe, negli ultimi decenni la biosfera ha generalmente assorbito più carbonio di quanto abbia mai rilasciato, mitigando il cambiamento climatico. Ma poiché le temperature da record continuano a diffondersi in tutto il mondo, questo potrebbe non continuare: i ricercatori hanno rilevato una soglia di temperatura oltre la quale rallenta l’assorbimento di carbonio dalle piante e accelera il rilascio di carbonio.

Attualmente meno del 10% della biosfera terrestre sperimenta temperature oltre il massimo fotosintetico, ma, se il tasso di emissioni non calerà, fino al 50% della biosfera potrebbe superare tale soglia entro il 2050”.

 

 

Il decalogo delle priorità per le foreste italiane

Urge un’inversione di rotta. E per arrivare a cambiamenti globali occorre partire dal piccolo, dal proprio territorio. La Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF) ha formulato un decalogo con le priorità del 2021 per le foreste italiane:

 

 

Il Rapporto sullo Stato delle Foreste in Lombardia

Intanto, per quanto riguarda la Lombardia, il Rapporto sullo stato delle foreste in Lombardia del 2019, redatto da ERSAF (l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), è stato appena presentato alla VIII Commissione Agricoltura e alla VIII Commissione, montagna, foreste e parchi.

Uno dei dati più importanti che emergono è il fatto che, in Regione Lombardia,

“si conferma la costante crescita dell’avanzata del bosco per cause naturali: nel triennio 2016-2018 si è avuto un incremento medio annuo pari a 4.917 ettari . Il valore è superiore rispetto al precedente trend di 1.059 ettari”.

L’aumento della superficie forestale interessa prevalentemente ancora la fascia montana (3.391 ettari annui), ma è elevato anche in pianura (939 ettari) e nella fascia collinare (587 ettari).

La superficie certificata complessiva in Lombardia è di 69.711 ettari, distinta in 67.621 ettari di bosco, 1975 ettari di pioppeti e 115 ettari di aree naturalistiche. Per quanto riguardo i boschi in particolare, la superficie certificata in questo ultimo anno è aumentata del 74% grazie alla certificazione ottenuta da diversi Consorzi forestali. La Lombardia ospita il 7.7% della superficie nazionale certificata e il 10,9% dei boschi lombardi sono certificati.

L’utilizzo prevalente del legname richiesto al taglio è quello energetico (72,4% sul totale; 451.574 metri cubi ) di cui il 40% è stato dichiarato per autoconsumo e la restante quota per uso commerciale. Il volume destinato al legname da opera ed altri usi commerciali rappresenta il 25,4% del totale (141.362 metri cubi ), di questo solo una piccola quota sarà destinata all’autoconsumo (0,9%). Considerando anche la massa ottenuta dalle piantagioni di pioppo, il volume richiesto in Lombardia nell’anno raggiunge un valore quasi doppio rispetto a quello monitorato dalle denunce di taglio bosco, pari a circa 1,2 milioni di metri cubi.

“La chiave per una maggiore tutela del patrimonio boschivo è la valorizzazione economica del legno e la valorizzazione della multifunzionalitá delle foreste. Per questo negli ultimi tre anni abbiamo dato una accelerazione notevole alla certificazione dei boschi lombardi, garantendo il riconoscimento internazionale di gestione sostenibile”

ha spiegato l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi.

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