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22.04.2021 |

La Giornata Mondiale della Terra e le tante sfide da cogliere

E’ un evento mondiale sempre più sentito. La Giornata Mondiale della Terra,  che si celebra ogni anno il 22 aprile, è diventata l’occasione per diffondere in tutto il mondo iniziative e momenti di riflessione dedicati ai temi delicati e attualissimi della sostenibilità ambientale.

Tema di quest’anno è “Restore Our Earth“, “Ripariamo la nostra Terra”: impegniamoci per restituire alla Terra ciò che le abbiamo tolto, riparando i danni causati dall’uomo e dal suo operato.

Accanto agli eventi organizzati da numerose e attive associazioni nazionali coordinate dalla ong statunitense earthday.org, quest’anno si tiene anche un summit virtuale sul clima al quale partecipano 40 capi di Stato e di governo. Indetto dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, annovera tra gli invitati i “grandi della Terra”, fra i quali ci sono i 17 Paesi responsabili dell’80% delle emissioni di gas serra nel mondo.

Il record di caldo a livello globale nel 2020, le emissioni di gas serra nel 2021 mai così alte da dieci anni, le concentrazioni di anidride carbonica che all’inizio di aprile 2021 hanno superato le 420 parti per milione per la prima volta nella storia, non sono più solo campanelli di allarme ma conferme di quanto ripete da tempo la scienza. E così il cambiamento climatico è diventato un tema urgente dei big di ogni settore, che guardano al 2030 per abbassare il tasso di emissioni e al 2050 per azzerarle.

Tra i numerosi dati che nel corso della Giornata Mondiale della Terra vengono diffusi al pubblico, vi consigliamo di dare una lettura a quelli pubblicati in questo articolo del Sole 24 Ore riguardo il cambiamento climatico. I dati si basano sul rapporto annuale pubblicato da German Watch in merito al Climate Risk Index, si riferiscono al 2019 e fotografano una situazione davvero allarmante in moltissimi paesi del mondo. Giusto per citarne una, delle dieci nazioni più impattate la Bolivia è quella che, pur in presenza di fenomeni legati ad intense precipitazioni e conseguenti inondazioni, ha subito la maggior parte dei danni a causa dei numerosi incendi boschivi che hanno distrutto due milioni di ettari fra foresta e prati, di cui quasi la metà appartenenti ad aree protette con alto tasso di biodiversità.

Tanto per avere un’idea della gravità della situazione, al di là dell’impatto economico e del triste bilancio di vittime, è stato stimato che la rigenerazione di questa porzione di ecosistema perduto impiegherà circa trecento anni per poter tornare alle condizioni in cui si trovava prima degli incendi.

Le questioni da affrontare con urgenza sono tante, riguardano salute, dimensione sociale e geopolitica. Gli effetti dell’inquinamento di aria, acqua e suolo sono un rischio elevatissimo per la salute fino a indurre cambiamenti nei modelli delle malattie infettive.

Insomma, c’è molto da fare. E questa Giornata è un’occasione per non dimenticarlo.

 

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