NEWS

21.04.2020 |

La bioedilizia del futuro coniuga ambiente e salute, qualità dell’aria indoor e impatto climatico

Bioedilizia e bioarchiettura. Da anni numerosi produttori, costruttori, architetti portano avanti con passione l’idea che il futuro debba essere sostenibile, anche e soprattutto quando si parla di case, uffici, edifici, luoghi pubblici e privati nei quali passiamo la maggior parte della nostra vita.

Materiali resistenti e versatili, abitazioni autosufficienti dal punto di vista energetico, sprechi ridotti al massimo, tenuta antisismica. E, oggi più che mai, anche un nuovo valore divenuto essenziale nel giro di pochi mesi: la qualità dell’aria indoor. Ovvero, la garanzia di vivere e lavorare in ambienti sani, nei quali sia controllata la presenza di sorgenti interne di emissione e diffusione di agenti inquinanti chimici e biologici.

 

 

Di pari passo alla passione di chi fortemente crede nei valori dell’ecosostenibilità sono giunte negli ultimi decenni chiare direttive. La Direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 prevede che si arrivi, entro il 2050, alla realizzazione di edifici pubblici e privati a consumo di energia vicino allo zero (NZEB – Nearly Zero Energy Building). Ma non solo. L’obiettivo è anche quello di assicurare la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990.

Il Parlamento UE, inoltre, il 14 gennaio 2020 ha approvato un imponente piano di investimenti affinché l’Europa abbia al più presto “impatto climatico zero”. E in Italia il Conto Termico 2020 stanzia contributi economici per il miglioramento dell’efficienza energetica attraverso la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Al tutto si aggiungono le recentissime raccomandazioni che l’Istituto Superiore di Sanità ha racchiuso nel report “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2” . Si tratta di indicazioni da seguire sia negli ambienti domestici che lavorativi per mantenere un buon livello di qualità dell’aria indoor in relazione al contenimento del rischio di contagio da COVID-19.

 

 

L’insieme di tutte le normative, le direttive, le raccomandazioni dipinge più che mai un orizzonte chiaro: per andare avanti occorre “darsi una raddrizzata”, e comprendere che il rispetto per l’ambiente non è un optional ma un valore essenziale, che sta alla base del costruire oggi. Strettamente collegata all’ecosostenibilità c’è la salute, la tutela dell’aria che respiriamo, la difesa da virus e malattie alle quali ci esponiamo. Ogni cosa è correlata all’altra.

Il legno, in quest’ottica globale, assume sempre più un ruolo di grande rilevanza. Non a caso, come illustra il portale infobuild.it, un’innovativa startup italiana ha avviato la costruzione di moduli smontabili e rimontabili brevettati pensati per creare presidi medici diffusi. Le strutture possono essere assemblate dove è richiesto e rimanere solo per il tempo necessario, sono costruite con materie prime naturali, legno in primis, che garantisce il giusto grado di benessere e di salubrità indoor.

La bioedilizia del futuro si servirà sempre più di materie quali il legno. Non resta che spalancare le porte alla creatività intelligente, quella capace di creare piccoli, grandi capolavori, innovando e coltivando le coscienze.

tutte le news
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.