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24.02.2020 | News

Il Coronavirus e la sua capacità di aprirci gli occhi su ciò che il più delle volte trascuriamo

Succede, a volte, che ciò che tu avevi programmato, ideato, fissato, stabilito da mesi…beh, succede che a volte salti per qualcosa che vince sull’ordine fissato delle cose.

Salta il Woody Night Show, salta in realtà un po’ tutto quel che qui, in Lombardia, si era messo in calendario per i prossimi quattordici giorni. Chiuse le scuole, i musei, i teatri, i cinema, gli stadi, le palestre, gli oratori. Sospese fiere, viaggi d’istruzione, eventi sportivi e culturali. Le aziende attuano forme di “smart working”, quando possono chiudono gli uffici e cancellano le trasferte.

E per noi è qualcosa di assolutamente nuovo. Noi, abituati a inserire ogni impegno a incastro, da mattina a sera, come se la vita fosse un file excel, un calendario da riempire con riunioni, eventi, promemoria. Noi, che non stiamo mai fermi. Noi, che così trascuriamo, il più delle volte, ciò che realmente conta.

Di questo Coronavirus che destabilizza e allarma è importante guardare ogni effetto. Incluso quello di riuscire forse, almeno un po’, ad aprirci gli occhi. Dare per scontato ciò che ci accade attorno è un vero peccato. Non considerare che ogni nostra azione ha conseguenze a livello globale anche.

In questi giorni in merito al Coronavirus si sta dicendo molto. Anche che, paralizzando l’economia cinese, ha drasticamente ridotto l’inquinamento in Cina (i livelli di inquinamento atmosferico di NO2 sulla Cina sono diminuiti del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). O che, pur non essendo particolarmente letale, ha generato una mobilitazione che ha pochi precedenti nella storia, mentre per ambiente e cambiamento climatico si fa ancora poco. Eppure, secondo il Climate Index Risk, negli ultimi 20 anni i fenomeni meteorologici estremi legati al cambiamento climatico hanno causato 500 mila vittime nel mondo, l’Oms stima che tra il 2030 e il 2050 la crisi del pianeta ne provocherà altre 250 mila ogni anno. Solo in Italia l’inquinamento dell’aria è la causa di circa 80 mila decessi l’anno.

Insomma, le riflessioni che si potrebbero fare sono moltissime. Quel che conta è coglierle. Non lasciarsi prendere dal panico insensato ma nemmeno guardare a tutto con superficialità, ricordarsi di quanto siamo interconnessi, di quanto ognuno di noi sia responsabile, nel proprio piccolo, di ciò che accade anche agli altri e al pianeta che ci ospita.

Nella prima serata del Woody Night Show, giovedì, vi avremmo parlato di gestione sostenibile delle foreste. Un tema grande, affascinante, ricco di spunti. Avremmo fatto il quadro sulle risorse forestali a livello mondiale e italiano, avremmo sottolineato il valore delle foreste per la società di oggi. Si sarebbe parlato di sostenibilità nel taglio legna e nel commercio, e delle sfide del futuro. Ma anche di foreste urbane e del ruolo del cittadino e del consumatore. Sono argomenti di forte attualità che sicuramente affronteremo. L’appuntamento di giovedì è rimandato, sì. Ma l’ecosostenibilità non si rimanda. E noi continueremo a raccogliere informazioni, riflessioni, approfondimenti, nuovi spunti in vista del prossimo incontro.

#staytuned

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