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29.03.2021 |

GoodNews: le nuove frontiere del legno

Goodnews, le buone notizie.  Sì, ci sono.  Perché grazie a studi, ricerche, sperimentazioni, il legno apre prospettive nuove e affascinanti nel mondo dell’architettura e della bioedilizia.

 

Una bioplastica dalla polvere del legno

La prima buona notizia è una meravigliosa suggestione: l’idea che possa esistere un mondo senza plastica. Da tempo si sperimentano soluzioni che consentano di produrre una bioplastica, una versione ecologica e sostenibile della plastica.

L’ultimo esperimento in questo campo arriva dalla Yale University, nel Connecticut (leggi qui l’articolo completo), dove un gruppo di scienziati ha prodotto una bioplastica dalla polvere di legno, in grado di unire buone prestazioni meccaniche ad un’alta degradabilità naturale. Grazie ad un solvente eutettico, il team ha decostruito la matrice porosa del legno in un impasto liquido ad elevata viscosità; un mix di polimeri organici e cellulosa con legami idrogeno e intrecci a livello di nanoscala, che può essere colato e laminato senza rompersi.

Il risultato è un materiale con un’elevata solidità meccanica, una buona stabilità quando adattato per trattenere liquidi e resistenza ai raggi UV. L’aspetto più interessante riguarda la sua biodegradabilità in condizioni naturali. Il team ha interrato alcuni fogli della propria bioplastica valutandone l’integrità nel tempo: dopo due settimane risultavano frammentati, dopo 3 mesi completamente biodegradati.

 

Il legno creato in laboratorio

La seconda buona notizia riguarda la possibilità di creare legno in laboratorio tramite il semplice utilizzo di cellule vegetali (leggi qui la notizia). Una soluzione innovativa per salvare il patrimonio verde di tutto il mondo. La ricerca, ancora in fase di studio e pubblicata sul Journal of Cleaner Production, porta la firma della giovane scienziata Ashley Beckwith, che ha ideato un sistema che consentirebbe di creare in pochi mesi il legno in laboratorio.

La ricercatrice, insieme al suo team, sta sperimentando una tecnologia molto particolare che utilizza le stampanti 3D. È un gel, appunto stampato in 3D, modellabile composto da cellule vegetali del legno e grazie alla sua caratteristica principale, ovvero la modellabilità, si può ottenere qualsiasi forma che il cliente in questione desidera.

 

Il parquet che produce energia

Alla lunga lista di esperimenti si aggiunge anche il lavoro condotto da un gruppo di scienziati dell’ETH di Zurigo e dell’EMPA, in Svizzera (qui l’articolo). Il team ha trovato il modo per creare un legno morbido e piezoelettrico. Una soluzione che potrebbe essere integrata in futuro in pavimenti i capaci di produrre energia quando calpestati.

Il tutto grazie a un fungo, il Ganoderma Applanatum, capace di degradare selettivamente parte della emicellulosa e delle lignina. L’azione metabolica ha trasformato la rigida struttura del legno di balsa in un materiale spugnoso, in grado di essere compresso senza danni, per poi tornare alla forma iniziale. Ma soprattutto ha permesso ai cristalli di cellulosa di spostarsi anche sotto carichi minimi per produrre cariche elettriche.

 

 

Il legno trasparente

Se ne parla da un po’ e ora finalmente stanno arrivando anche risultati concreti: le finestre del futuro potrebbero essere realizzate in legno trasparente.

Un team di ricerca dell’Università del Maryland e del Colorado e del Forest product laboratory del Dipartimento dell’agricoltura americano è riuscito infatti a mettere a punto un metodo che permetterà di ottenere un materiale identico al vetro, ma con un impatto molto inferiore sull’ambiente e il 50 per cento in più di resistenza rispetto a quello precedentemente sviluppato.

Un legno attraverso il quale si può vedere, e che può essere usato nelle finestre, ha enormi vantaggi. E’ più resistente del vetro, non si rompe ed è anche molto più leggero. Invece di spezzarsi, si piega e si modella. E’ più biodegradabile, non produce rifiuti.

Rispetto al vetro il legno è 5 volte più efficiente dal punto di vista termico, e ridurrebbe i costi. La cellulosa di cui è costituito, capace di assorbire energia, lo rende molto più duraturo. E’ assolutamente compatibile con i processi industriali edili, può sopportare pesi elevati, e il suo effetto è paragonabile a quello del vetro: la sua trasparenza infatti è pari al 90 per cento, con il vantaggio che produce una luce diffusa e più uniformemente distribuita durante tutta la durata del giorno, senza i bagliori e le angolature di quella solare.

 

La scuola in legno

Gli edifici in legno iniziano a diffondersi sempre più anche in Italia. E fanno notizia (buona notizia) soprattutto quando riguardano ambienti pubblici quali la scuola. La nuova scuola ‘Dante Alighieri’ di Marcignana, ad esempio, sarà in legno e sarà pronta per il nuovo anno scolastico. Il progetto (leggilo qui) prevede caratteristiche architettoniche e costruttive che lo distingueranno come architettura bioclimatica ad elevate prestazioni energetiche ed elevata sicurezza sismica. In particolare verrà realizzato un edificio N-ZEb ad energia quasi zero in classe sismica IV, con pannelli portanti e solai a lastra in X-lam mentre l’agorà che rappresenta l’ingresso della scuola ha una struttura formata da pilastri e travi in lamellare lasciate a vista per caratterizzare questo ampio volume. La tecnologia a pannelli in legno X-lam, grazie alla ridotta massa rispetto alle costruzioni di tipo ordinario, garantisce un efficiente comportamento nei riguardi delle azioni sismiche oltre all’ottimo comportamento all’azione del fuoco.

 

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